Il titolo del testo: Testo
L'esergo del testo: This is not a love song (P.I.L.)
L'inizio del testo, la presenza del testo, l'insistenza del testo, la linearità del testo, la ripetitività del testo, la ripetitività del testo, la ciclicità del testo, l'impassibilità del testo, la buona salute del testo, il distendersi del testo, lo stirarsi del testo, la presunzione del testo, la protervia del testo, la faccia tosta del testo, l'indisponenza del testo, l'indisponibilità del testo, l'inavvicinabilità del testo, la praticabilità totale del testo, la calpestabilità del testo, la pienezza del testo, la vuotezza architettonica del testo, la vuotezza potenziale del testo, la viabilità del testo.
La prima cesura orizzontale del testo, il primo fuori-testo in attesa del testo, il tutto nel testo.
Il simulacro del testo, la facies del testo, le dimensioni del testo, i caratteri del testo, il carattere del testo, il corpo del testo, il fisico brutale del testo, il ritmo del testo, l'ingombro del testo, la pelle del testo, la scorza del testo, il saporaccio del testo, la nutritività del testo, la raffinatezza del testo, il sapere del testo, la pochezza del testo, il buon mercato del testo, la gratuità del testo, il costo zero del testo, l'inessenzialità del testo, l'importanza assoluta del testo, il valore del testo, la rifunzionalizzazione del testo, l'originalità del testo, la novità del testo, l'irrapresentabilità del testo, la polisemia del testo, la reticolarità del testo, l'insularità del testo, lo stoicismo del testo.
La seconda cesura orizzontale del testo, la cicatrice dimensionale del testo, in attesa del testo, in dilazione del testo, in anticipo su un testo che non arriva, o non va.
Lo spazio di potere del testo, la violenza del testo, l'imposizione del testo, lo sgomitare del testo, il voler dire del testo, il non voler dire del testo, il volerci essere del testo, l'esserci del testo, il non essere del testo, la carineria per il testo, il livore per il testo, la superiorità al testo, il sospetto del testo, la funzione del testo, la posizione del testo, il ruolo sociale del testo, la riconoscibilità del testo, la topologia del testo, il DNA del testo, la neghentropia del testo, la soglia del testo, la doglia del testo, il blasone del testo, l'albagia del testo, l'inaudito oltraggio del testo, il dito dietro al quale si nasconde il testo, il dito che mostra teso il testo, mentre si carica di segni il testo si carica di linee della vita.
Le parentesi tardo-dechirichiane del testo, il paradossale pastiche saviniano del testo, le chimiche che arrivano al testo dall'essersi dinamizzato col lavoro d'arte, l'omeopatia del testo, la dose unica del testo, i tre granuli del testo, il campo dei miracoli del testo, l'orto degli ulivi del testo.
Con la differenza che il testo non tenta di ricomporre nervosamente il caos, non elabora vistosamente il lutto, non lamenta la perdita del centro, non spazza la polvere delle rovine, non si balocca raffinatamente con monconi e spezzoni. Con la differrenza, che il testo non dice, non porta, non serve (né apparecchia), non nega attenzione, morde ma non abbaia, non si circostanzia, lascia vacante senza far vacanza.
Si presenta però come testo, come esercizio di intossicazione volontaria, come morto-che-parla, come esercizio di scrittura astratta o non-referenziale, come regola attiva di un gioco che per una volta non vuole giocare, come ruota di un ingranaggio nel quale essa gira controsenso e per far questo fa quel che può, non quel che vuole.
Il testo non danza sulla scena né dietro le quinte, ma si danza via i fili del suo vecchio gioco di ruolo quando questo non lo consente. E non trae somme. Si compiace solo un po' di essere quel tanto oltre e quel tanto dentro.
La firma del testo: Augusto Pieroni
Museo laboratorio d'arte contemporanea dell'Università di Roma "La Sapienza" - febbraio 2002
pubblicato nel volume omonimo edito da Lithos, Roma 2002
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